Il Gattopardo - Scena n. 2

http://www.dati.puglia.it/resource/DigitalLibrary/296 entità di tipo: E38_Image

L'immagine digitale è la riproduzione fotografica della fotobusta del film 'Il Gattopardo' elaborata in occasione della mostra Cinema 150 anni, Mostra di manifesti cinematografici d'epoca sul Risorgimento. La mostra, allestita negli spazi della Mediateca Regionale di Bari, è stata realizzata nel 2011 dall'Ufficio Attività culturali e audiovisivi, afferente al Servizio Cultura e Spettacolo della Regione Puglia, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Il manifesto restringe il campo e focalizza l'attenzione dell'osservatore su un momento cardine del film e della storia italiana: l'assalto delle truppe garibaldine a Marsala nel 1860, la conseguente sconfitta dell'esercito borbonico e il trionfo del tricolore. La dinamicità della scena e l'uso sapiente del colore riescono a trasmettere la vera drammaticità del momento. Il Gattopardo, film in costume del 1963 diretto da Luchino Visconti, tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa racconta gli anni difficili che attraversa l'aristocrazia fondiaria siciliana in seguito allo sbarco di Garibaldi a Marsala nel 1860. Siamo negli anni in cui si lotta per l'unità dell'Italia e la nobiltà siciliana inizia pian piano a fondersi con la nuova borghesia. Lo sa bene don Fabrizio, Principe di Salina, interpretato da Burt Lancaster che lascerà sposare suo nipote Tancredi con Angelica, la bella figlia di un sindaco ricco e incolto, simbolo, quest'ultimo, della nuova borghesia. Le vicende storiche, gli scontri a Palermo tra garibaldini e Borboni e le discussioni animate nei salotti della nobiltà siciliana segnano la fine di un'epoca e l'inizio di una nuova fase storica alla quale il nostalgico don Fabrizio deve abituarsi. La conferma l'avrà durante lo straordinario ballo che conclude il film e che Visconti racconta come un momento di grande meditazione da parte del Principe che inizia a fare un bilancio sulla sua vita e su un mondo che ormai è perduto.
Il Gattopardo - Scena n. 2 
Il Gattopardo - Scena n. 2 
decennio 1960 
Mediateca Regionale Pugliese 
Campagne garibaldine 
Film 
Cinema 150 anni 
Mediateca Regionale Pugliese 
BA 
Mediateca Regionale Pugliese 
Via Giuseppe Zanardelli, 30 - Bari, BA, Puglia 
Campagne garibaldine 
Film 
decennio 1960 
Il Gattopardo - Scena n. 2 
L'immagine digitale è la riproduzione fotografica della fotobusta del film 'Il Gattopardo' elaborata in occasione della mostra Cinema 150 anni, Mostra di manifesti cinematografici d'epoca sul Risorgimento. La mostra, allestita negli spazi della Mediateca Regionale di Bari, è stata realizzata nel 2011 dall'Ufficio Attività culturali e audiovisivi, afferente al Servizio Cultura e Spettacolo della Regione Puglia, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Il manifesto restringe il campo e focalizza l'attenzione dell'osservatore su un momento cardine del film e della storia italiana: l'assalto delle truppe garibaldine a Marsala nel 1860, la conseguente sconfitta dell'esercito borbonico e il trionfo del tricolore. La dinamicità della scena e l'uso sapiente del colore riescono a trasmettere la vera drammaticità del momento. Il Gattopardo, film in costume del 1963 diretto da Luchino Visconti, tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa racconta gli anni difficili che attraversa l'aristocrazia fondiaria siciliana in seguito allo sbarco di Garibaldi a Marsala nel 1860. Siamo negli anni in cui si lotta per l'unità dell'Italia e la nobiltà siciliana inizia pian piano a fondersi con la nuova borghesia. Lo sa bene don Fabrizio, Principe di Salina, interpretato da Burt Lancaster che lascerà sposare suo nipote Tancredi con Angelica, la bella figlia di un sindaco ricco e incolto, simbolo, quest'ultimo, della nuova borghesia. Le vicende storiche, gli scontri a Palermo tra garibaldini e Borboni e le discussioni animate nei salotti della nobiltà siciliana segnano la fine di un'epoca e l'inizio di una nuova fase storica alla quale il nostalgico don Fabrizio deve abituarsi. La conferma l'avrà durante lo straordinario ballo che conclude il film e che Visconti racconta come un momento di grande meditazione da parte del Principe che inizia a fare un bilancio sulla sua vita e su un mondo che ormai è perduto. 
L'immagine digitale è la riproduzione fotografica della fotobusta del film 'Il Gattopardo' elaborata in occasione della mostra Cinema 150 anni, Mostra di manifesti cinematografici d'epoca sul Risorgimento. La mostra, allestita negli spazi della Mediateca Regionale di Bari, è stata realizzata nel 2011 dall'Ufficio Attività culturali e audiovisivi, afferente al Servizio Cultura e Spettacolo della Regione Puglia, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Il manifesto restringe il campo e focalizza l'attenzione dell'osservatore su un momento cardine del film e della storia italiana: l'assalto delle truppe garibaldine a Marsala nel 1860, la conseguente sconfitta dell'esercito borbonico e il trionfo del tricolore. La dinamicità della scena e l'uso sapiente del colore riescono a trasmettere la vera drammaticità del momento. Il Gattopardo, film in costume del 1963 diretto da Luchino Visconti, tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa racconta gli anni difficili che attraversa l'aristocrazia fondiaria siciliana in seguito allo sbarco di Garibaldi a Marsala nel 1860. Siamo negli anni in cui si lotta per l'unità dell'Italia e la nobiltà siciliana inizia pian piano a fondersi con la nuova borghesia. Lo sa bene don Fabrizio, Principe di Salina, interpretato da Burt Lancaster che lascerà sposare suo nipote Tancredi con Angelica, la bella figlia di un sindaco ricco e incolto, simbolo, quest'ultimo, della nuova borghesia. Le vicende storiche, gli scontri a Palermo tra garibaldini e Borboni e le discussioni animate nei salotti della nobiltà siciliana segnano la fine di un'epoca e l'inizio di una nuova fase storica alla quale il nostalgico don Fabrizio deve abituarsi. La conferma l'avrà durante lo straordinario ballo che conclude il film e che Visconti racconta come un momento di grande meditazione da parte del Principe che inizia a fare un bilancio sulla sua vita e su un mondo che ormai è perduto. 
Via Giuseppe Zanardelli, 30 - Bari, BA, Puglia 
Manifesto 
Cinema 150 anni 
ita 
Il Gattopardo - Scena n. 2 
Mediateca Regionale Pugliese 
BA 
L'immagine digitale è la riproduzione fotografica della fotobusta del film 'Il Gattopardo' elaborata in occasione della mostra Cinema 150 anni, Mostra di manifesti cinematografici d'epoca sul Risorgimento. La mostra, allestita negli spazi della Mediateca Regionale di Bari, è stata realizzata nel 2011 dall'Ufficio Attività culturali e audiovisivi, afferente al Servizio Cultura e Spettacolo della Regione Puglia, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Il manifesto restringe il campo e focalizza l'attenzione dell'osservatore su un momento cardine del film e della storia italiana: l'assalto delle truppe garibaldine a Marsala nel 1860, la conseguente sconfitta dell'esercito borbonico e il trionfo del tricolore. La dinamicità della scena e l'uso sapiente del colore riescono a trasmettere la vera drammaticità del momento. Il Gattopardo, film in costume del 1963 diretto da Luchino Visconti, tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa racconta gli anni difficili che attraversa l'aristocrazia fondiaria siciliana in seguito allo sbarco di Garibaldi a Marsala nel 1860. Siamo negli anni in cui si lotta per l'unità dell'Italia e la nobiltà siciliana inizia pian piano a fondersi con la nuova borghesia. Lo sa bene don Fabrizio, Principe di Salina, interpretato da Burt Lancaster che lascerà sposare suo nipote Tancredi con Angelica, la bella figlia di un sindaco ricco e incolto, simbolo, quest'ultimo, della nuova borghesia. Le vicende storiche, gli scontri a Palermo tra garibaldini e Borboni e le discussioni animate nei salotti della nobiltà siciliana segnano la fine di un'epoca e l'inizio di una nuova fase storica alla quale il nostalgico don Fabrizio deve abituarsi. La conferma l'avrà durante lo straordinario ballo che conclude il film e che Visconti racconta come un momento di grande meditazione da parte del Principe che inizia a fare un bilancio sulla sua vita e su un mondo che ormai è perduto. 
Manifesto 
ita 
41,111125 
41,111125 
16,875478 
16,875478 
Mediateca Regionale Pugliese 
decennio 1960 
BA 
Campagne garibaldine 
Film 
Arte 
Cinema 
Spettacoli ed Eventi 
Storia e Tradizioni 
Bassa risoluzione 
Campagne garibaldine 
Film 
Manifesto 
Mediateca Regionale Pugliese 
L'immagine digitale è la riproduzione fotografica della fotobusta del film 'Il Gattopardo' elaborata in occasione della mostra Cinema 150 anni, Mostra di manifesti cinematografici d'epoca sul Risorgimento. La mostra, allestita negli spazi della Mediateca Regionale di Bari, è stata realizzata nel 2011 dall'Ufficio Attività culturali e audiovisivi, afferente al Servizio Cultura e Spettacolo della Regione Puglia, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Il manifesto restringe il campo e focalizza l'attenzione dell'osservatore su un momento cardine del film e della storia italiana: l'assalto delle truppe garibaldine a Marsala nel 1860, la conseguente sconfitta dell'esercito borbonico e il trionfo del tricolore. La dinamicità della scena e l'uso sapiente del colore riescono a trasmettere la vera drammaticità del momento. Il Gattopardo, film in costume del 1963 diretto da Luchino Visconti, tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa racconta gli anni difficili che attraversa l'aristocrazia fondiaria siciliana in seguito allo sbarco di Garibaldi a Marsala nel 1860. Siamo negli anni in cui si lotta per l'unità dell'Italia e la nobiltà siciliana inizia pian piano a fondersi con la nuova borghesia. Lo sa bene don Fabrizio, Principe di Salina, interpretato da Burt Lancaster che lascerà sposare suo nipote Tancredi con Angelica, la bella figlia di un sindaco ricco e incolto, simbolo, quest'ultimo, della nuova borghesia. Le vicende storiche, gli scontri a Palermo tra garibaldini e Borboni e le discussioni animate nei salotti della nobiltà siciliana segnano la fine di un'epoca e l'inizio di una nuova fase storica alla quale il nostalgico don Fabrizio deve abituarsi. La conferma l'avrà durante lo straordinario ballo che conclude il film e che Visconti racconta come un momento di grande meditazione da parte del Principe che inizia a fare un bilancio sulla sua vita e su un mondo che ormai è perduto. 
image/jpeg 
ita 
Cinema 150 anni 
Arte 
Cinema 
Spettacoli ed Eventi 
Storia e Tradizioni 
Manifesto 
Il Gattopardo - Scena n. 2 
Il Gattopardo - Scena n. 2 
Il Gattopardo - Scena n. 2 
41,111125 
16,875478 
L'immagine digitale è la riproduzione fotografica della fotobusta del film 'Il Gattopardo' elaborata in occasione della mostra Cinema 150 anni, Mostra di manifesti cinematografici d'epoca sul Risorgimento. La mostra, allestita negli spazi della Mediateca Regionale di Bari, è stata realizzata nel 2011 dall'Ufficio Attività culturali e audiovisivi, afferente al Servizio Cultura e Spettacolo della Regione Puglia, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Il manifesto restringe il campo e focalizza l'attenzione dell'osservatore su un momento cardine del film e della storia italiana: l'assalto delle truppe garibaldine a Marsala nel 1860, la conseguente sconfitta dell'esercito borbonico e il trionfo del tricolore. La dinamicità della scena e l'uso sapiente del colore riescono a trasmettere la vera drammaticità del momento. Il Gattopardo, film in costume del 1963 diretto da Luchino Visconti, tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa racconta gli anni difficili che attraversa l'aristocrazia fondiaria siciliana in seguito allo sbarco di Garibaldi a Marsala nel 1860. Siamo negli anni in cui si lotta per l'unità dell'Italia e la nobiltà siciliana inizia pian piano a fondersi con la nuova borghesia. Lo sa bene don Fabrizio, Principe di Salina, interpretato da Burt Lancaster che lascerà sposare suo nipote Tancredi con Angelica, la bella figlia di un sindaco ricco e incolto, simbolo, quest'ultimo, della nuova borghesia. Le vicende storiche, gli scontri a Palermo tra garibaldini e Borboni e le discussioni animate nei salotti della nobiltà siciliana segnano la fine di un'epoca e l'inizio di una nuova fase storica alla quale il nostalgico don Fabrizio deve abituarsi. La conferma l'avrà durante lo straordinario ballo che conclude il film e che Visconti racconta come un momento di grande meditazione da parte del Principe che inizia a fare un bilancio sulla sua vita e su un mondo che ormai è perduto. 
L'immagine digitale è la riproduzione fotografica della fotobusta del film 'Il Gattopardo' elaborata in occasione della mostra Cinema 150 anni, Mostra di manifesti cinematografici d'epoca sul Risorgimento. La mostra, allestita negli spazi della Mediateca Regionale di Bari, è stata realizzata nel 2011 dall'Ufficio Attività culturali e audiovisivi, afferente al Servizio Cultura e Spettacolo della Regione Puglia, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Il manifesto restringe il campo e focalizza l'attenzione dell'osservatore su un momento cardine del film e della storia italiana: l'assalto delle truppe garibaldine a Marsala nel 1860, la conseguente sconfitta dell'esercito borbonico e il trionfo del tricolore. La dinamicità della scena e l'uso sapiente del colore riescono a trasmettere la vera drammaticità del momento. Il Gattopardo, film in costume del 1963 diretto da Luchino Visconti, tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa racconta gli anni difficili che attraversa l'aristocrazia fondiaria siciliana in seguito allo sbarco di Garibaldi a Marsala nel 1860. Siamo negli anni in cui si lotta per l'unità dell'Italia e la nobiltà siciliana inizia pian piano a fondersi con la nuova borghesia. Lo sa bene don Fabrizio, Principe di Salina, interpretato da Burt Lancaster che lascerà sposare suo nipote Tancredi con Angelica, la bella figlia di un sindaco ricco e incolto, simbolo, quest'ultimo, della nuova borghesia. Le vicende storiche, gli scontri a Palermo tra garibaldini e Borboni e le discussioni animate nei salotti della nobiltà siciliana segnano la fine di un'epoca e l'inizio di una nuova fase storica alla quale il nostalgico don Fabrizio deve abituarsi. La conferma l'avrà durante lo straordinario ballo che conclude il film e che Visconti racconta come un momento di grande meditazione da parte del Principe che inizia a fare un bilancio sulla sua vita e su un mondo che ormai è perduto. 
Il Gattopardo - Scena n. 2 
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ita 
Bassa risoluzione 
Manifesto 
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Bassa risoluzione 
Manifesto 

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